lunedì 27 agosto 2012

Curve di casa mia

Dopo gli infiniti rettilinei del grande nord ci voleva qualcosa che mi desse un'ultima scossa, un pieno di curve nostrane, di quelle che ti fanno divertire sicuro. Così complice un'aria decisamente più freschina dei giorni scorsi ed un cielo azzurro che più terso non si può... stamane rimetto in moto il boxer dopo 4 giorni di stop in garage e salto in sella.

Il traffico della città non è ancora a regime normale e mi permette di giungere alle montagne prima del solito. Il primo passo è lo Spluga, oltre la diga il lago è quasi vuoto, siamo a fine estate, e le riserve idriche d'alta quota stanno finendo. Scendo nell'Hinterrhein, percorro un piccolo tratto di vallata verso nord (la stessa percorsa qualche giorno fa al rientro dalla Norvegia) e torno subito in Engadina con l'Albulapass, accompagnato dal suo trenino rosso caratteristico che di tanto in tanto spunta accanto alla strada. Le curve sono ampie e veloci sul Pass dal Fuorn, le buffe scritte in romancio caratterizzano anche tutta la Val Müstair dalla quale parte l'Umbrailpass, giunto al termine del quale, non si può evitare di godersi lo splendido cielo ed il sole che brucia la pelle mangiando un mitico panino salsiccia e crauti sul tetto d'Italia, al Passo del Stelvio.
36 tornanti caratterizzano la discesa verso Bormio, l'aria è frizzante in quota, calda in valle, si risale subito da Valfurva su un altro passo mitico, il Gavia, c'è poco traffico e anche la discesa verso Ponte di Legno si fa agevolmente nonostante la strada sia molto stretta. Percorro un pezzettino di alta Valle Camonica e poi attacco uno dei più duri per i ciclisti, il Passo della Foppa, meglio conosciuto come Mortirolo, non altissimo come quota, ma caratterizzato da forti pendenze, soprattutto sul versante valtellinese, non è un problema per il boxer, che strilla piegando a destra e a sinistra.
Non è finita, perchè dopo un assaggio del traffico infernale che la caratterizza, lascio la Valtellina a Morbegno per fare, col sole che ormai sta tramontando, il Passo San Marco. Il sole è più basso di me, le valli sono già in ombra, la strada è deserta e le gomme, finalmente, toccano l'asfalto fino alla spalla.
Andavano consumate anche ai lati.


giovedì 23 agosto 2012

Thanks to...

Una bella lavata alla mukka ed è tornata splendente come prima di partire. Il concessionario è in ferie, prenoteremo il tagliando la settimana prossima. Ora, tra una lavatrice e l'altra è giunto il momento dei doverosi ringraziamenti:
  • in primis ai miei amici Paolo e Sabrina, per avermi fatto sempre sentire la loro vicinanza, sempre veramente, ad ogni mio post loro son sempre stati i primi a dare un cenno della loro presenza. Grazie.
  • ai preziosissimi amici del forum Paolo2145, espertissimo della Scandinavia, e Luca60, ai quali devo senza dubbio la pianificazione di almeno metà dell'itinerario, soprattutto al centro-sud della Norvegia; sia prima di partire che che strada facendo non mi hanno mai fatto mancare le loro dritte, e mi hanno sempre consigliato le più belle strade da percorrere e i più suggestivi luoghi da visitare. Grazie.
  • ai miei familiari a casa, col patema d'animo, sapendomi per 25 giorni in giro in moto da solo, lontanissimo da casa. Grazie per la pazienza.
  • ai 52 "mi piace" alla mia foto a Capo Nord, mai successo niente di simile sulla mia bacheca. Grazie.
  • al mio nipotino che mi ha riconosciuto subito appena mi ha rivisto. Ciao piccolino!
  • a tutti, davvero tutti quelli che mi hanno scritto, commentato, incitato, elogiato e sostenuto in questa avventura, e anche a quelli che hanno solo assistito senza dire nulla, gli oltre 100 accessi giornalieri a questo piccolo blog appena nato, credetemi, mi hanno sempre dato una grande carica.
Grazie di cuore, veramente, a tutti!

Oggi niente moto, vado in piscina a farmi una nuotata e a riposare un po'. Dopo quasi un mese vestito sempre nello stesso modo cosa mi metto? Beh... 


mercoledì 22 agosto 2012

Lei


Si, lo so che sembrerò patetico ed infantile, e so anche che i valori veri della vita sono altri, chi mi conosce sa bene come la penso… ma sono un motociclista da 25 anni, e solo un motociclista (nemmeno tutti) non scrollerà la testa leggendo ciò che segue.

E così questo ultimo post di questo viaggio è per la mia Bimba. Non ho mai parlato di lei, un po' per scaramanzia, un po' perché ho cercato di dare spazio alla descrizione delle meraviglie naturali che via via mi trovavo davanti agli occhi ed alle emozioni che il viaggio mi suscitava.
Compagna sempre fedele mi hai scorrazzato per 25 giorni in giro per l'Europa, abbiamo fatto insieme più di 11000 chilometri, fino al grande nord, oltre il Circolo Polare Artico, siamo arrivati al mitico russian border e a Nordkapp.

Sempre più sporca alla sera ti guardavo parcheggiata fuori dalla mia hytte, sempre pronta a metterti in moto ed a portarmi ovunque io volessi. Abbiamo fatto sentire a tutta la Scandinavia il frullare del tuo boxer bavarese, sentirlo sempre girare come un violino è stata la più bella colonna sonora che potessi avere. Mai un problema, mai un rumore sospetto, mi hai fatto viaggiare in totale serenità, certo di poter sempre contare su di te, soprattutto quando non c'era nessuno, lassù nel Finmark, dove per centinaia di chilometri si viaggiava senza incontrare anima viva.

Come non ringraziarti per avermi fatto concludere alla grande l'esperienza che sognavo da tutta la vita, da quando a 14 anni guardavo dai finestrini del camper dei miei genitori gli altri motociclisti, sognando anche io, un giorno, di poter realizzare il mio sogno.
Sono stato, anzi, siamo stati, io e te, da soli, fino a che più a nord non si è potuto, e, devo dire, che ce la siamo cavata abbastanza bene.
Siamo a casa.


martedì 21 agosto 2012

AutoBahn

Se è noiosa farla all'andata, quando hai l'adrenalina a mille e l'entusiasmo di un viaggio appena cominciato... figuriamoci al ritorno quando è quasi tutto finito e devi tornare a casa... però fa parte del gioco, è normale, e quindi oggi mi son sciroppato quasi 900 km di autostrada, prima danese e poi tedesca, con una temperatura ancora frizzantina (18°C) stamattina ad Aalborg che via via è salita fino a toccare i 33°C di Fulda, da dove scrivo.
Non vi dico, abbigliato da Capo Nord, che figata! Mi son fermato altrimenti mi squagliavo.
Partirò presto domattina... con la speranza che arrivino presto le Alpi a rinfrescarmi un po'...

Ci credete se vi dico che mi manca già il Nord?

lunedì 20 agosto 2012

Fango ad Aalborg

Oggi dopo aver trascorso la mattinata bighellonando a spasso per le campagne attorno Kristiansand ed aver pranzato ad un baretto universitario in compagnia di decine di studenti incuriositi dalla mia moto carica, mi sono imbarcato su un super traghetto che in sole 2 ore e mezza mi ha portato ad Hirtshals, in Danimarca.
Dopo un anno esatto mi ritrovo a sbarcare nello stesso porto, l'anno scorso provenivo dall'Islanda, e quest'anno dalla Norvegia. Vista l'ora proseguo fino alla vicina Aalborg, dove mi fermo per la notte.

Entrare in un caffè del centro con i pantaloni e le scarpe ancora un po' infangati dal Preikestolen... vabbè... chevvelodicoaffà!


domenica 19 agosto 2012

Preikestolen

E' così che la vorrei, che fa trekking, amante della montagna e dell'escursionismo. Perché? Perché sono semplici, senza troppi fronzoli, toste, determinate ad arrivare alla meta, bellissime nel loro abbigliamento tecnico, bellissime con le loro gote rosse per la fatica e il vento, bellissime anche se spettinate, sudate e inzuppate dalla pioggia. Quelle che alla sera camminano a piedi scalzi per la living room, che parlano con tutti a bassa voce, con umiltà, che ti abbracciano prima di andare a dormire anche se ti conoscono da due ore...

No, tranquilli, non mi sono innamorato, è solo che queste ed altre esperienze e riflessioni hanno caratterizzato la mia permanenza in ambiente escursionistico di ieri pomeriggio e stamattina. La salita al Preikestolen è stata grandiosa, l'ultima delle fatiche, e il fatto che non si vedesse nulla non ha affatto influito sul mio morale. Ero lassù, con le mie gambe, in un tempo decisamente inferiore alle aspettative! Sono arrivato al pulpito, mi sono appoggiato alla roccia e ho pensato: "è fatta". La totale assenza di panorama ha favorito il mio isolarmi completamente, la mia mente è volata indietro nel tempo, per questi 22 giorni fantastici che ho cercato sera per sera di raccontare, anche se... le emozioni vere di un viaggio in solitaria sono difficili da descrivere a parole...

Ho fatto un tentativo stasera, ma è domenica e al porto gli uffici delle compagnie di navigazione sono chiusi. Domani mi imbarco per Hirtshals (DK) e dopo 1600 km di autostrada sarò a casa.


sabato 18 agosto 2012

Alla base del pulpito

Prima giornata davvero monotona di tutto il viaggio.
Lascio Bergen stamane sotto la pioggia e percorro circa 250 km, fortunatamente interrotti da tre traversate in ferry, sempre sotto l'acqua. Giunto a Stavanger mi dirigo subito verso il Preikestolen, fare un giro in centro con questo tempo non avrebbe senso.
Giungo così nel primo pomeriggio alla base del pulpito, da qua ci vogliono 2 ore di cammino per raggiungerne la sommità. Prendo una camera nell'unica struttura presente e mi fermo a recuperare le energie per l'arrampicata di domani! Speriamo nella clemenza del meteo, oggi la gente scendeva in condizioni pietose, bagnati, infangati... incrocio le dita.

Giornata solo meditativa oggi, chiuso dentro al casco bagnato, niente foto. Ripensando ai giorni scorsi, a quanto fatto, visto, percorso... beh, sono belle emozioni.


venerdì 17 agosto 2012

Bergen

Anche l'unica città norvegese per la quale mi sono preso il tempo necessario per una visita non ha affatto deluso le aspettative.
E' una città fantastica, di 250000 abitanti, vista così sembrerebbe a misura d'uomo, traffico nella norma, ampi spazi pedonali, e il suo splendido quartiere di Bryggen, nel quale alloggio, dichiarato Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO. E' una città universitaria, piena di giovani che si muovono a piedi, velocemente, regna un dinamismo non frenetico.
Mangio un mix di pesce alla griglia al tipico mercato del pesce, in centro, sul porto, servito da un ragazzo italiano che fa la stagione lavorando qua per pagarsi il master universitario che sta facendo a Parigi e poi mi faccio ben 4 ore in giro a piedi per la città. La cosa bella è vedere la gente, i turisti sono in quantità moderata e non alterano l'idea della popolazione, composta, educata, ai massimi livelli di civiltà. Ognuno con una propria identità anche nell'immagine e non uniformati all'etichetta della moda che regna sovrana a Milano. Ridicoli. Qua si bada al pratico e c'è chi prende il sole in shorts e canotta steso su un prato, chi passeggia in jeans e sandali e chi ti saluta dalla macchina alzandoti il pollice vedendoti in coda al semaforo in moto con targa italiana. Non ci sono ne borse di Louis Vuitton, ne cinture di Gucci e nessuno ha le Hogan ai piedi, ma sono tutti straordinariamente belli.


giovedì 16 agosto 2012

Curve vikinghe parte 2

Svegliarsi a 750 metri da queste parti ti fa partire alla mattina con un'aria decisamente frizzantina, stamattina mi metto in moto che il termometro segna 9 gradi. Percorro subito la 51 in direzione sud e mi ritrovo sul Valdresflya a quasi 1400 metri, il sole ancora basso e le ombre allungate donano al panorama già lunare, un aspetto ancora più particolare.

Faccio due chiacchiere con un altro biker norvegese che mi da due dritte sul percorso da fare mentre aspettiamo di poter percorrere una strada temporaneamente bloccata da lavori di ammodernamento, mi dice questo ragazzo che rialzano tutto il piano stradale e costruiscono due tunnel per facilitarne la percorrenza invernale, dal momento che qua scendono anche 5 o 6 metri di neve... le opere pubbliche in Norvegia sono incredibili!

Al via riprendo la mia strada ed al posto di percorrere 24,5 km del tunnel più lungo d'Europa (si avete capito bene, più del doppio del Traforo del Monte Bianco!!) attacco l'Aurland-fjellet, che ci passa sopra, con una stradina stretta stretta che all'inizio, in mezzo agli alberi, mi fa davvero sembrare sulle Alpi e alla fine si affaccia sull'Aurlandsfjorden con una vista a strapiombo mozzafiato!

Per concludere percorro il Vikafjellet, ultimo passo della giornata ed approdo nel primo pomeriggio in una confortevole hytte sul Sognefjorden. Non mi resta che concludere la giornata con una passeggiata in riva al mare.


mercoledì 15 agosto 2012

Sognefjellet

Si vola sul tetto della Scandinavia!!
Oggi maratona tra le montagne norvegesi. Dopo un lungo avvicinamento panoramico tra fiordi e laghi mi ritrovo a costeggiare le rive del Sognefjorden, il fiordo più lungo della Norvegia, il secondo al mondo, 204 km di mare che si insinuano, ramificandosi, tra le montagne che gli fanno da contorno.
La strada poi piega verso nord ed affronto il Sognefjellet, in passo più alto della Scandinavia, 1434 m.s.l.m. con un panorama che sulle Alpi trovi a 3000! Laghetti azzurrissimi, pietraie e ghiacciai tipici delle nostre alte quote, qua li puoi trovare già oltre i mille metri, strani giochetti che crea la latitudine...

Morale della favola oggi mi sono sciroppato quasi 500 km di curve divertendomi come un matto a  piegare di qua e di la la mukkona carica. Forse l'ho già detto, ma qua le distanze sono triplicate, un passo alpino con 1500 metri di dislivello lo fai mediamente in una quarantina di chilometri, qua sono più di 100!! E infatti sono un po' cotto. Stasera cena fuori, in caffetteria... ogni tanto ci può anche stare no?


martedì 14 agosto 2012

Curve vikinghe!

Mamma che giornata ragazzi!!!
Sono cominciate le curve vere!!!
Stamattina me la prendo con comoda e parto verso le 9.30, si prosepetta una tappa corta ma intensa. Dopo un'ottantina di chilometri infatti mi ritrovo a percorrere la Trollstingen, un semplice passo di montagna che, forse perché non ce ne sono molti altri, qua in Norvegia hanno saputo far rendere con un centro visitatori, un souvenir shop ed una terrazza panoramica a strapiombo davvero emozionante. La strada scala circa 800 metri di dislivello, nulla rispetto ai nostri passi alpini, ma finalmente mi consente, compatibilmente col carico, di farmi due pieghette in allegria! Mi diverto come un matto a scalare le marce, a pennellare i tornanti uno dopo l'altro...

A seguire la strada si affaccia dall'alto su una delle bellezze naturali più famose della Norvegia, chiaramente rovinata da due navi da crociera ormeggiate e da decine di hotel di lusso: il Geirangerfjorden, sito patrimonio dell'umanità UNESCO. La vista è davvero mozzafiato, la calma del mare incastonato tra le montagne ha un "non so che" di magico...

Ma non finisce qua: faccio scoppiettare il boxer lasciando Geiranger e i suoi turisti infighettati e mi dirigo sulla 258: 20 km di sterrato a circa 1100 metri di quota, con un panorama che sulle Alpi trovi almeno oltre i 2500! Sono da solo, fuori dal mondo, la neve sulle montagne è ancora molta, i laghi azzurrissimi e alcuni ancora ghiacciati... la latitudine è ancora 62°N. Chi sta meglio di me?



lunedì 13 agosto 2012

Atlanterhavs-vegen e Ålesund

Ma come guidanoooooo????!!? Uff... avete presente quando da noi nevica che vanno tutti a due all'ora, lontani uno dall'altro, che si prendono le rotonde piano piano, per paura di scivolare? Ecco, solo che qua, a questo ritmo, a me tocca fare centinaia di chilometri! Comincio a rimpiangere il Finmark, dove non c'era traffico...

Stamattina faccio una capatina in centro a Trondheim, giusto per qualche foto, ma non sono qua per le città, c'è traffico e le aree più belle da visitare sono in isola pedonale e girare a piedi abbigliato da moto non è il massimo... quindi taglio presto la corda e mi dirigo a Kristiansund dove imbocco la Strada Atlantica, la mia stella deve essersi nuovamente distratta perché viene nuvolo e son costretto a percorrere (in realtà due o tre volte) gli 8 km di quest'opera incredibile sotto un cielo grigio che non fa altro che smorzare i colori del mare e delle mille isolette.
Ma pazienza. Amo il nord e tutte le sue sfaccettature, se avessi voluto sempre sole probabilmente sarei in Cappadocia, o in Galizia.

Nel tardo pomeriggio approdo a Ålesund, una bellissima cittadina con tantissime case tipiche in Jugensdtil, ma, sarà forse per l'orario, caratterizzata da un traffico infernale! Stavo quasi per maledire chi mi ha consigliato di farne visita quando scorgo per caso un indicazione turistica. Ho fatto bene a seguirla, il panorama è mozzafiato!



domenica 12 agosto 2012

Trondheim

Avete idea di cosa significhi fare più di 400 km dal paesaggio non particolarmente interessante col limite massimo di velocità a 90 km/h, ma spesso anche a 70 o a 60?
Dopo aver saputo di un altro motociclista che in questi giorni in Norvegia ha preso 6700 NOK di multa per essere stato beccato andare a 80 km/h anziché 60 come prescritto... oggi mi sono attenuto scrupolosamente alla segnaletica, come del resto è giusto fare sempre. Solo che è anche lecito rompersi le scatole e così essendo partito presto stamane, decido di fermarmi presto, a 50 km da Trondheim.

Come animare una giornata del genere? Semplice: perdendosi! Ritrovarsi su una stradina sterrata sempre più piccola e non segnata sul GPS ha messo un pizzico di adrenalina al monotono trasferimento!

Sono due settimane che sono via da casa ed ho percorso fino ad ora poco più di 7000 km... oggi ho lasciato la Norvegia del nord per entrare nel Trøndelag, la regione centrale della nazione. E, caso vuole, che proprio nel passaggio tra una regione e l'altra il cielo si sia pian piano aperto, la temperatura è passata dagli 11/12°C dei giorni scorsi a più di 20°C e da oggi pomeriggio splende un bel sole, l'ideale per fare asciugare il bucato, levarsi dalle ossa l'umidità accumulata in quattro giorni di pioggia e riposarsi un pochino al sole in abiti estivi.


sabato 11 agosto 2012

Mo-i-Rana


Dopo aver percorso gli ultimi 100 km di Lofoten sotto la pioggia ed aver fatto 4 ore e mezza di navigazione alla "Pirates of the Caribbean" con onde alte più della stessa nave, ieri sera sono approdato a Bodø stanco, stralunato e col mal di mare. Era già tardi allo sbarco, il tempo di trovare il camping, cenare e poi a nanna.

La giornata di oggi invece è trascorsa sulla 17, un po' in sella e un po' sui ferries. E' incredibile, qua i norvegesi costruiscono ponti sospesi dall'architettura spettacolare e scavano gallerie lunghe anche 6 o 7 km anche solo per collegare piccoli villaggi sperduti, viene subito da pensare ai costi di queste opere e a come siamo abituati a considerarle... basterebbe un po' di amore per la propria terra per cambiare punto di vista...
La tranquillità dei fiordi mi consente una guida rilassata, meditativa, e nei tratti senza pioggia viaggiare a casco aperto non fa che aumentare il contatto con questa natura meravigliosa. Le emozioni sono tutte amplificate, e anche la vista di una lingua di ghiacciaio quasi a livello del mare mi fa avere un tuffo al cuore.
Viaggiare da solo poi ti predispone al contatto con gli altri, persone fuori dal comune, gente spettacolare, oggi durante la navigazione e l'attesa per l'imbarco mi sono imbattuto ed ho fatto 4 chiacchiere con due motociclisti, marito e moglie, in viaggio da 3 mesi, ognuno con la propria moto, hanno percorso fino ad ora 21000 km e provenivano da Dubai!! Incredibile!

Mi lascio alle spalle il grande nord e scendo sotto il circolo polare artico, dalla nave saluto il piccolo globo di metallo che lo indica sulla costa: non so per quale ragione ma sento che più che un addio è un arrivederci...



giovedì 9 agosto 2012

Lofoten


Se il sole mi avesse accontentato splendendo su questo meraviglioso arcipelago credo che sarebbe stato molto più difficile lasciarlo.
Stamattina la prima cosa che faccio appena apro gli occhi è guardare fuori dalla finestra, ma purtroppo c'è lo stesso cielo di ieri, griglio plumbeo che non lascia presupporre miglioramenti. Grazie ai ponti e ad un tunnel submarino, senza mai scendere dalla moto, lascio così le selvagge Vesterålen per passare alle Lofoten e ai suoi fiordi dalle mille isolette, ai suoi villaggi di pescatori, alle sue spiagge bianche dal mare azzurro e cristallino, che se non fosse per la temperatura frizzantina sembrerebbe più di essere ai caraibi che a nord del circolo polare artico.

Poca moto oggi, domani alle 15 ho il traghetto per Bodø e voglio assaporare un po' a piedi questo luogo unico. Così passato in bellissimo villaggio di Henningsvær individuo un camping sul mare dove al posto della solita hytte prendo una camera al primo piano una bellissima casa tipica in legno. Non mi resta che mettermi in abiti più comodi e godermi la mia passeggiata.


mercoledì 8 agosto 2012

Vesterålen

L'approccio alle Vesterålen non è stato dei migliori, almeno dal punto di vista meteorologico. Dopo ormai diversi giorni davvero splendidi oggi è una giornata cupa, grigia. Un vero peccato per la zona in cui mi trovo, con un cielo così scuro l'azzurro delle baie si vede appena ed i fiordi acquistano un'aria più malinconica. 
Dopo una traversata di circa un'ora e mezza alla capitano Achab che mi ha costretto a limitare le chiacchiere con un motociclista russo, anch'egli solitario, per tenere gli occhi puntati sull'orizzonte per evitare il mal di mare, attraverso ad andatura lenta le isole dell'arcipelago, Andøya, Hinnøya, Langøya, sono tutte collegate da ponti, opere incredibili che consentono ai norvegesi di viversi tutto il loro territorio, senza lasciare isolato nessuno. Il paesaggio è ancora diverso, il mare si alterna alla campagna, niente più renne, ma nei pressi delle fattorie ricompaiono mucche e vitellini. I bambini dai capelli d'oro ti fanno "ciao" quando passi lento attraverso i loro villaggi... e quelle manine ti fanno scordare il grigiore delle nuvole e ti aprono il cuore... anche questa è Norvegia.


martedì 7 agosto 2012

Tromsø

Okok, mai più avventurarsi tra i fiordi norvegesi senza gli orari dei traghetti!
Dopo la visita a Tromsø, convinto di risparmiare strada, mi addentro tra le isolette alcune delle quali sono collegate da ponti, altre invece raggiungibili via mare. Peccato che non essendo luoghi frequentatissimi, le partenze dei ferry non sono così frequenti. Risultato? Arrivo all'imbarcadero e mi sarei potuto imbarcare 2 ore dopo! 100 km per niente!
Non tutto il male viene per nuocere però, il panorama ripaga sempre della strada fatta... ora però raggiungere prima di cena il traghetto per le Vesterålen è ormai impossibile e così mi trovo a vagare per l'isola di Senja in cerca di un camping. Trovo la mia hytte verso le 18, fuori dal mondo, dopo qualche km di strada sterrata, in riva ad un laghetto. Bellissimo.

Non ho mai fatto così tardi alla guida. Ricordo ormai una settimana fa nei pressi di Malmö, in Svezia, già angosciato alle 16 per la paura di non riuscire a trovare un riparo per la notte. Sto talmente bene e sono così sereno che stasera avrei continuato a cercarlo ad oltranza, in totale tranquillità, accompagnato solo dai miei pensieri e dal rumore del boxer...


lunedì 6 agosto 2012

Ed ora si scende!

Non nascondo che stamane lasciare l'isola di Magerøya non è stato semplice. Lasciato il camping più a nord del mondo la tentazione di ripercorrere i 13 km che mi separavano dal globo è stata fortissima ma come si dice "The Show Must Go On"!
E così via verso sud.
Dopo 5000 km di strada dritta, finalmente percorro anche un po' di curve, da pennellare sempre con moderazione non solo per la severità delle contravvenzioni norvegesi per chi sorpassa i limiti, ma anche perchè c'è ancora il rischio di trovarsi in braccio qualche renna!
Il panorama mi da sicuramente una mano a mantenere il ritmo giusto, compaiono infatti i primi fiordi che, oltre a trasmettere una calma innaturale, fanno si che sia pressochè impossibile non fermarsi per fare qualche foto.
La previsione era quella di arrivare fino a Tromsø ma nel primo pomeriggio scorgo un bel campeggio in riva al mare e, siccome ora sono in vacanza, decido che un po' di riposo non posso che meritarmelo!

Nordkapp (lat. 71°10'21" N)

Avevo in mente di scrivere tante cose, ma l'emozione è talmente grande che per adesso non riesco a raccontarla... scendevano le lacrime oggi, e non era per il vento che a 7°C soffiava in faccia... era l'effetto che fa ad essere sopra al mondo!
Ce l'ho fatta.



sabato 4 agosto 2012

Nyrud


La giornata comincia presto anche oggi, mi aspetta quella lingua di Norvegia a sud di Kirkenes che si insinua tra Russia e Finlandia, 100 chilometri di strada a fondo chiuso che solo un pazzo imboccherebbe.
Ma ne vale la pena: il primo tratto lambisce il Langfjorden e successivamente la strada costeggia un lago dalle mille forme ma da una sponda sola. Già, nonostante il confine sia a qualche centinaio di metri in mezzo all'acqua, anche qua è "restricted area", dall'altra parte l'unico segno di presenza umana sono le ciminiere di una fabbrica russa in lontananza, questa volta azzardo una foto, male che vada mi busserà alla porta di casa il KGB. Giunto a Nyrud invece "the boarder" è proprio li, sull'erba fuori dalla strada come ieri, la stazione di polizia norvegese però, sebbene deserta all'apparenza, rassicura non poco. Va bene le restrizioni comportamentali e tutto, ma finchè è Norvegia il Cremlino non ha alcun potere!

L'aver percorso più di 4000 chilometri e l'essere riuscito a raggiungere due delle tre mete principali del mio viaggio sicuramente avrà determinato un fisiologico calo di adrenalina. Uno dei vantaggi del viaggiare senza aver programmato o prenotato nulla però, è che puoi fare quello che vuoi, giorno per giorno, a seconda di cosa ti senti.
Quando guardavo la cartina a casa e immaginavo questi posti, pensavo di visitare anche una delle altre due penisole del Finmark, ma l'idea di percorrere ancora centinaia di km per poi dover tornare per forza sui miei passi non mi va. Sono talmente appagato e soddisfatto che mi fermo in una caffetteria a mangiare un bel trancio di salmone alla griglia, e dopo pranzo raggiungo Tana Bru dove decido di fermarmi a riposare, moto spenta e quattro passi lungo il fiume sono l'ideale per mettere in ordine le idee e godersi un po' la soddisfazione di essere riuscito a fare qualcosa di non proprio ordinario.

Domani però resta il grande giorno… la rocca del globo.



venerdì 3 agosto 2012

Grense Jakobselv


Non riesco ancora a crederci, non mi sto rendendo conto, e credo che ci metterò un po a farlo.

Oggi ho attraversato la Lapponia, da Rovaniemi fino ad Inari schivando le renne che da un momento con l'altro ti ritrovi in mezzo alla strada, e poi, quando tutti girano a sinistra per Capo Nord, io mi sono diretto su a nord-est lungo a la 871, oltre 200 km di nulla, solo laghi, betulle, pini, qualche renna. Poi niente e nessuno.
Devo solo stare attento a guardare avanti senza farmi troppo distrarre dal panorama che coi laghi e gli spazi più aperti comincia a farsi più interessante dei pini svedesi, i Sami dicono che fare un frontale con uno di questi erbivori dal grosso palco non è divertentissimo, per il resto gli specchietti puoi dimenticarteli, se dietro non hai nessuno, nessuno arriverà.
Faccio l'ultimo rifornimento in euro poco prima del confine e sono in Norvegia.

Il panorama nel Firmark cambia ancora, fanno capolino i primi fiordi che si insinuano tra modeste alture che, nonostante la latitudine (69° N), sono ricoperte di alta vegetazione almeno fino a 250 metri di quota, viaggiandoci accanto percepisci l'odore del mare e il tempo grigio ed a tratti piovoso dona al tutto un'atmosfera criptica indescrivibile.

Giungo così a Kirkenes nel primo pomeriggio, individuo presto la mia hytte per la notte, scarico i bagagli e vista l'ora risalgo in moto per buttare un occhio alla cittadina, assolutamente niente di imperdibile, ma soprattutto per raggiungere la prima vera meta di questo mio viaggio.
Le indicazioni sono anche in cirillico, mi dirigo verso il confine russo. Dopo una decina di chilometri, scorgo le pensiline della frontiera, è già tutto pieno di cartelli che la indicano in modo tutt'altro che amichevole. Ma la mia strada gira a sinistra proprio appena prima degli spazi doganali. Da qua la strada fa lo zig zag attorno a qualche laghetto, supero un passo alla folle quota di 190 mslm ed arrivo alla "restricted area", qua pare che non si scherzi, sei avvertito e devi rispettare le regole.
Sulle alture si vedono ancora i vecchi presidi dell'"Unione", quelli nuovi sono oltre il fiordo, più radi. Gli ultimi 10 km sono in terra battuta, è uno sterrato bello liscio, veloce, ma la cosa particolare, è che appena fuori dalla strada, sull'erba, li a qualche metro, è Russia!
Sono a Grense Jakobselv. A quasi 4000 km da casa. Con la mia moto. Da solo.



giovedì 2 agosto 2012

Circolo Polare Artico (lat. 66°32'35" N)

Il lungo trasferimento si può considerare terminato, sono in viaggio da cinque giorni, ho percorso oltre 3200 km, ed ora mi trovo qualche chilometro dopo Rovaniemi (FIN), esattamente sul Circolo Polare Artico.
Ci credete che non riesco a guardare la cartina dell'Europa su YouPosition e a vedere dove sono senza che mi venga il magone?

La giornata di oggi è filata via liscia come l'olio, con l'ultimo tratto di Svezia che consentiva ancora molti tratti a 110 km/h, l'attraversamento del confine tra Svezia e Finlandia ad Haparanda e gli ultimi 100 km su dritti fino al Santa Claus Village giunto al quale ho chiaramente fatto due chiacchiere con Babbo Natale in persona per raccontargli della bontà in primis del mio nipotino Edoardo, e poi anche quella di tutti i figli dei miei amici. State tranquilli bimbi! Per il Natale 2012 i regali saranno abbondanti, ci ha pensato lo zio Ale!
Il paesaggio comincia a cambiare, panorami più aperti, più laghi e fiumi ed i pini hanno lasciato il posto alle betulle. Poco prima di Rovaniemi anche una giovane renna che correva sulla strada, bisogna stare attenti d'ora in poi.

Stasera in campeggio la ragazza alla reception (non vi dico che ragazza... quarto o quinto innamoramento del viaggio, ho perso il conto!) mi suggerisce di visionare il bungalow prima di accettarlo e di pagare, li per li penso "chissà che roba è..." Beh... mi ritrovo in una splendida hytte con cucina e servizi e dotata di ogni comfort! Se penso a dove ho dormito sino ad ora... stasera sono all'Hilton!



mercoledì 1 agosto 2012

lat. 64° N

Okok, lo ammetto, ieri sera ero parecchio stanco e rileggendo il post forse lo si intuisce anche.
E vi dirò di più: stamattina, nonostante abbia volutamente dormito un'oretta in più, mi sono alzato ugualmente a pezzi. Mi metto in moto ugualmente, faccio un centinaio di chilometri, e poi a metà mattina faccio la pausa più rigenerante che mi sia mai capitata: mi fermo a fare rifornimento, mangio due biscottini, mi bevo un bel bicchierone di caffè locale... e via! Come nuovo!! La giornata è proseguita divinamente!

L'autostrada è finita, i limiti sono cambiati, anche se qualche tratto a 110 km/h c'è ancora, ma ora si attraversano le città, ci sono i semafori, le rotonde ecc, cosicché i tempi di spostamento si allungano. Il tempo è clemente, un solo acquazzone (oggi con inclusa grandine) e poi solo sole, forse la vicinanza della costa aiuta... Poi ad un certo punto vedo un campeggio alla mia sinistra, mi sembrava di aver percorso abbastanza strada e decido di fermarmi. Nonostante tutto però sono quasi 500 km anche oggi.

Cerco di godermi a pieno questo viaggio assaporando le piccole cose, i singoli momenti, la salita dalla Svezia si sa che è pallosa, niente panorami, solo foreste infinite di pini, anche se poi ti ritrovi a passare sull'Högakustenbron, uno spettacolare ponte sospeso con una campata di oltre 1200 metri! Mi piace anche lo spirito del camping, per lo meno quello che si vive qua, di lasciare in ordine e pulito, del rispetto delle cose comuni, del salutarsi sempre... tanto un "Hi!" non costa nulla no?
Ah, dimenticavo, mi è anche passata la paura di non trovare da dormire, male che vada in Svezia ci sono ottime fermate dell'autobus...