sabato 31 agosto 2013

Prima a' ghìva al Tisin, al Cav Nœv, Môra Basa...

Ieri pomeriggio, in una bella giornata di fine agosto, quando il sole è ancora caldo ma l'aria si è fatta fresca e il caldo afoso è ormai solo un ricordo, ho fatto un giro in bicicletta nelle campagne vicino a casa. Mentre pedalavo mi guardavo attorno e pensavo ai luoghi visti quest'estate, ed in particolare a quel desiderio sempre vivo in me di scoprire abitudini, culture, usanze diverse dalle nostre.
Nonostante ci siano posti che ti conquistano a prima vista, città di cui ti innamori e senti il bisogno di tornarci, credo che nulla sia come la tua terra, niente può vagamente avvicinarsi a ciò che possono trasmetterti i luoghi in cui sei cresciuto.
Con le cuffiette nelle orecchie in sella alla mia bici guardavo attorno a me la Pianura Padana, le campagne della Lomellina, un panorama piatto, come il mare, come il deserto, nel quale non mi serve una cartina geografica per orientarmi, e anche nelle zone che non conosco bene andare ad intuito è come avere un sesto senso: non sbagli mai. E' l'aria di casa.
Sento mia questa terra, i mille corsi d'acqua che la solcano e le libellule blu sulle loro rive, il riso ancora verdissimo che aspetta di essere seccato e poi mietuto, gli aironi solitari che qua e la osservano la natura immobili...

Si, è vero, c'è anche il freddo, lo smog, la nebbia, ma ho come l'impressione che siamo sempre pronti solo a denigrarla, a trovarci quello che non va, e spesso sembra che siamo pronti a fare cambio con la prima località di villeggiatura che visitiamo, forse più diversa che migliore. Vogliamole bene, a cominciare dalle piccole cose. Perchè niente è come casa nostra.

Basterebbe un minimo di amor proprio, in senso lato intendo, non egoistico, per sentire al telegiornale notizie decisamente differenti.
Buon weekend.


lunedì 26 agosto 2013

Casa

Con un passaggio per le Alpi, un po' per evitare il traffico della Costa Azzurra, ma anche per rivolgere l'ennesimo sguardo a luoghi che mi suscitano un'attrazione particolare, ieri si è concluso questo mio giovagare per l'Europa.
Che dire... partito con mille titubanze e privo di una reale motivazione questo "EUROTOUR" si è rivelato ricco di sorprese e cose belle. Stare in giro senza una meta, senza un programma, vivendo le cose alla giornata, è quello che mi piace di più. Vedere posti diversi da quelli che sono abituato a frequentare, apprenderne gli usi ed i costumi e fare proprio ciò che di bello la gente è in grado di trasmetterti è fondamentalmente lo scopo dei miei viaggi, e lo è stato anche di questo.
Ci sono posti che piacciono di più, altri di meno, ma se vissuti con educazione e rispetto, come un bravo ospite dovrebbe fare, tutti ti lasciano qualcosa dentro. E quel qualcosa è per sempre.

Ringrazio quindi di cuore le 7 città che ho visitato e le 6 nazioni attraversate per l'ospitalità. Ho percorso più di 4000 km, ho portato a casa 3200 fotografie e milioni di sensazioni, ricordi, emozioni, profumi, e sentimenti. Qualcosa avete già visto nei post precedenti, ma datemi il tempo si selezionare e sistemare le più significative e spero di riuscire a trasmettere a tutti voi, cari amici che mi leggete, almeno una piccola parte di quello che ho provato io.

Il mio nipotino ieri sera non voleva più che me ne andassi.
E' bello anche tornare a casa.





sabato 24 agosto 2013

Marseille

Arrivavano da qua le truppe chiamate alle armi alla fine del 1700 che, entrando in Parigi, cantavano quel motivo che oggi è l'inno nazionale francese, ma che la musica della Marsigliese fosse stata composta da uno di Vercelli lo sapevate?
Un vero smacco per i nostri cugini d'oltralpe che si ritrovano con un inno nazionale il cui spartito è stato scritto da un italiano, all'epoca alla corte reale francese.

Ho scelto proprio il weekend per avviarmi sulla via del rientro... oggi sulla costa era un inferno tra traffico intenso e rallentamenti, ma comunque nel primo promeriggio sono approdato a Marsiglia, seconda città come numero di popolazione della Francia e grande scalo del Mediterraneo.
Ho fatto una breve visita al porto vecchio e poi su al punto più alto della città, a circa 150 metri di altitudine, dove si erige la basilica neobizantina di Notre Dame de la Garde.
La città è capitale europea della cultura per il 2013 e quindi sono presenti numerose installazioni di street art ed altre iniziative interessanti. Anche se è sabato sera ed un'occhiatina si potrebbe anche andare a darla io, ancora provato dai bagordi barcellonesi, sono cotto, e questa sera getto la spugna.
Bonne nuit.



Verso casa

E così si conclude anche la mia esperienza catalana. Stamattina lascio Barcellona, una città dalla quale non sapevo cosa aspettarmi ma che mi lascia soddisfatto. Tante le cose belle da vedere, certo il DNA è quello della città di mare con belle spiagge,  ma lascia posto anche scorci artistici e culturali piacevoli.
Probabilmente in primavera o in autunno si riesce a godersela di più, in questi giorni di agosto si moriva di caldo, del resto è la stagione della movida e dell'abbronzatura e dove meglio che in Spagna questi ingredienti caratterizzano le giornate?

Mi aspetta un bel po' di autostrada.
Adiós Barcelona, muchas gracias!







mercoledì 21 agosto 2013

Barcelona

E così nonostante sia decisamente più portato a climi nordici ecco che mi ritrovo in Catalunya, dove si muore di caldo.
Quando capiti in una città per caso, senza averlo programmato, diversamente da quando ti studi a casa la Lonely Planet, ci vuole un po' per orientarsi e capire cosa c'è di interessante da vedere. Quindi oggi ho girovagato per Barcellona senza una vera e propria meta, dapprima sul lungomare e poi anche nel cuore della città dove mi sono imbattuto nella Torre Agbar, capolavoro moderno, e nella Sagrada Famiglia, che sarebbe così tanto bella se non perennemente impacchettata e piena di gru...
Nel pomeriggio il cielo coperto se da un lato ha permesso di respirare, dall'altro mi ha completamente bloccato la macchina fotografica. Ma ho memorizzato i luoghi da immortalare!

Questa sera se riesco voglio cenare in un ristorantino che conosco, è sulla Rambla ma è molto famoso quindi speriamo di trovare posto... paella y sangria por favor!



martedì 20 agosto 2013

Mille

Ecco qua, un po' stanchino a dire il vero, ma vivo e vegeto.
Oggi è stata, come previso, una giornata di lungo trasferimento. Sono stato in macchina da questa mattina alle 8 fino a questa sera alle 19. Certo con le dovute soste.
Domani vi svelo dove sono (faccina che sorride).
Buonanotte.


E adesso?

E così con una cena in Place Tertre, ai piedi della Cattedrale del Sacro Cuore, tra i pittori che fanno ritratti ai turisti o che dipingono sulle loro tele suggestivi scorci della ville lumiére, con una birra sorseggiata seduto sulla scalinata di Montmartre cercando di fare due chiacchiere con delle ragazze russe che sanno l'inglese meno di me, ascoltando il rap freestyle di un gruppetto di ragazzi neri o il suono del sax di un musicista di strada, e con una passeggiata a Pigalle, giunge al termine questa mia permanenza parigina.
C'è qualcosa di particolare che ti tiene per strada a Parigi, che ti spinge a girarla in ogni angolo, nei grandi viali, negli immensi giardini, ma anche negli angoli più reconditi, c'è sempre qualcosa che val la pena vedere, assaporare, vivere.
Ci son stato lontano troppo tempo.
C'è da tornarci. Presto.
Au revoir Paris.




P.S.: domani in ogni caso sarò tutto il giorno in macchina. Sono lontano da tutto qua, e non ho la più pallida idea di cosa fare. Vedremo...

domenica 18 agosto 2013

Paris

Eccomi eccomi, non mi sono perso in giro per l'Europa! Sono a Parigi da due giorni, qui le cose cambiano un po' ed ho poco tempo per mettermi a scrivere... la città ti travolge, è meravigliosa, enorme, ogni cosa è grandiosa, e si rimane estasiati per tutto ciò che si vede. Inoltre alla sera, quando stanco morto mi riposerei anche, come per magia la Ville Lumière ti conquista una seconda volta: di notte tutto assume un fascino ed una suggestività speciale.

Non ci sono molte parole... Parigi è unica, e conquista come solo lei sa fare. Va vissuta, ed ogni tanto bisogna venirci, perché da nessun'altra parte al mondo la testa gira come qua. Credo che mi fermerò per un po'.
Bonne journée a tout le monde.






giovedì 15 agosto 2013

Amsterdam 2

Un po' di considerazioni.
Ad Amsterdam si mangia alle 6 di sera. A Bruxelles i taxi son neri, così li rivendono più facilmente. Ad Amsterdam i negozi chiudono troppo presto. A Francoforte è come a Milano, si lavora e basta. Ad Amsterdam le sciüre in bici vanno più veloci di Pantani. A Strasburgo è tutto figo. Ad Amsterdam si mangia alle 11 di sera. A Bruxelles se non facevano il Parlamento Europeo si impiccavano all'Atomium. A Francoforte i taxi son giallo caghetta, così non li rivendono mai più. Ad Amsterdam c'è il legal-putan-tour. A Strasburgo è buona da bere anche l'acqua dei canali. A Bruxelles non c'è in giro un'anima. Ad Amsterdam l'acqua dei canali ha il colore del Nilo in piena. A Francoforte le banche hanno tutte un proprio grattacielo.

Stamattina alle 11 alla Heineken avevo già preso una piomba, figuriamoci com'è andata il resto della giornata. Ah... ho visto pure il Van Gogh Museum (senò poi venivo cazziato).
Arrivederci Amsterdam.


Amsterdam 1

Sicuramente tutti noi crediamo di essere capaci di andare in bicicletta, di avere imparato da piccoli e di non avere più nulla da sapere in merito, vero? SBAGLIATO!
Prendete una città di 820000 abitanti, con un traffico di auto pari a quello di un paesino di 8200, con piste ciclabili che a volte occupano gran parte della sede stradale, con segnali stradali, semafori e segnaletica a terra destinata alle biciclette, riempite il tutto con migliaia e migliaia di bici, al punto che alla stazione centrale c'è un parcheggio multipiano per biciclette, ed infine shackerate un po' il tutto, visto e considerato che, col fatto che si è in bici... ogniuno fa un po' quello che vuole: mano da tenere, semafori, attraversamenti, c'è una sorta di regola generale ma si può anche non rispettare.
Se si unisce qua e la qualche motorino sfrecciante a tutta manetta (pochi per fortuna), vi assicuro che il rischio di sbucciarsi le ginocchia come quando avete tolto le rotelle per la prima volta è decisamente reale.


Ho con me la bicicletta, non potevo non visitare Amsterdam, la città dove questo mezzo di trasporto per noi quasi inutilizzabile rappresenta la prima scelta.
Domani è prevista pioggia quindi oggi son stato in giro più che ho potuto. Arrivato in mattinata mi son subito fatto il giro in battello sui canali, potendo girovagare in bici direi che è stata una cosa superflua, ma vedere la città dall'acqua ti consente di averne un punto di vista diverso.
Dam Platz e il palazzo reale è solo uno dei tanti bellissimi posti del centro di questa fantastica città dove i ragazzi si sdraiano a prendere il sole nei prati e si fermano a mangiare qualcosa seduti coi piedi a penzoloni sulle sponde dei canali.



Le luci della sera poi creano un'atmosfera decisamente suggestiva. Ceno in un localino carinissimo di Rembrandtplein e poi faccio un giro nel famosissimo quartiere a luci rosse dove, dopo aver soddisfatto la curiosità di vedere cosa diavolo succede nel luogo della perdizione per eccellenza, mi fermo in un piccolissimo pub a sorseggiare una Amstel.

Passeggiando davanti alle signorine in vetrina sostanzialmente mi chiedevo una cosa sola: ma qualcuno viene davvero a trombare ad Amsterdam? Mah...
Buonanotte.



martedì 13 agosto 2013

Bruxelles

Dal rigore di Francoforte alla stravaganza della capitale belga.
Mattinata in autostrada, 400 km di trasferimento, rallentato parecchio da un incidente tra mezzi pesanti che mi ha fatto perdere un'oretta buona.
Nel mezzogiorno arrivo quindi a Bruxelles, prima tappa il quartiere fiera dove coi suoi 102 metri di altezza troneggia l'Atomium, grandiosa installazione inaugurata per l'esposizione universale del 1958, ed originariamente destinata ad essere smantellata dopo 6 mesi, rappresenta un cristallo di ferro ingrandito 165 miliardi di volte.
La coda per entrare è lunghissima, e nonostante sia attratto dal vedere le città dall'alto, il monumento è situato nel quartiere espositivo, e il panorama so non essere granchè. Preferisco quindi guardarmelo da sotto in tutte le angolazioni, è sicuramente una cosa singolare.


Mi son spostato poi in città dove ho fatto visita all'imponente struttura che ospita il Parlamento Europeo. Come nella sede di Strasburgo la prima cosa che balza all'occhio sono le installazioni di benvenuto alla Croazia, che dal primo luglio è entrata ufficialmente nella UE. Qui a Bruxelles c'è un bellissimo centro visitatori gratuito, con audioguida in tutte le lingue dell'Unione, che, se non chiarisce le idee, se non altro da un sacco di informazioni sulle competenze di questa istituzione.
Poi vai al touchscreen dedicato ai componenti dell'emiciclo e scopri che l'On. Zanicchi Iva è Eurodeputato e ti vien voglia di spaccare tutto... ma vabbè... altro che "prendi questa mano zingara"!
EIOPAGO!



Arrivo in centro nel primo pomeriggio e qui la sorpresa: c'è un sacco di gente a piedi per le vie ad esclusivo accesso pedonale che caratterizzano questa piccola capitale, dove si vende il cioccolato e la buona birra trappista, una città fatta di gente di strada, artisti, musicisti, vagabondi e nel cuore di questo tessuto urbano quasi deserto e piuttosto privo di tratti caratteristici si celano una Gran Place ed una cattedrale stupende. Un'ottima cornice per una cenetta in centro innaffiata da Chimay blu gran riserva.
Cos'altro volere?
Bonne nuit.



lunedì 12 agosto 2013

Frankfurt am Main

Stamattina son partito presto da Strasburgo e dopo un velocissimo trasferimento sulle Autobahn tedesche sono arrivato a Francoforte.
A prima vista sembrerebbe dinamica, pulita, ordinata, una città inquadrata, come la nazione di cui ne è la capitale economica. Poche le costruzioni tipiche nel centro storico, bellissimi i giardini e le passeggiate in riva al Meno dove la gente corre, va in bici o si riposa sui prati, le chiese cittadine qua e la si fanno notare coi loro campanili appuntiti, ma sicuramente quello che più colpisce è il bellissimo Skyline. Il cluster di grattacieli di cui fa parte anche l'edifico che ospita la Banca Centrale Europea, è ancora in espansione ma già compatto, le altezze sono decisamente rilevanti e dal 55 piano della Main Tower, a 190 metri dal suolo, si può ammirare un panorama stupendo!

Stasera ceno in compagnia, ho appuntamento in centro con un'amica che vive qui... potenza dei social network!



domenica 11 agosto 2013

Strasbourg


È proprio vero che basta mettersi in viaggio per farsì che l'umore cambi.
Sono partito ieri abbastanza titubante, quasi demotivato. Il viaggio autostradale poi non ha fatto che peggiorare le cose: un'ora e mezza di coda per la galleria del San Gottardo e, più in generale, il lentissimo attraversamento della Svizzera mi hanno fatto quasi pensare "ma chi me l'ha fatto fare".
Poi però nel primo pomeriggio approdo a Strasburgo. Il centro del capoluogo alsaziano si rivela subito meraviglioso, il quartiere "Petite France", costruito sui canali e patrimonio dell'umanità UNESCO lascia semplicemente a bocca aperta.
Quel genio di Vauban, l'ingegnere che costruì anche la fortezza di Briancon e di Mont Dauphin a me più familiari, alla fine del 1600 a Strasburgo progettò e fece costruire una diga che fu usata molto più tardi, a metà del 1800 per difendere dagli incursori la parte sud della città, allagandola. Ancora oggi le barrage Vauban è utlizziata come passaggio ciclo/pedonale e terrazza panoramica con la bellissima vista sui Ponts Couverts. Alla sera cena sui canali a base di specialità alsaziane e dopo cena molto suggestivo coi giochi di luce sulla facciata della bellissima cattedrale gotica cittadina.



Stamattina invece volendo visitare anche le zone non proprio centrali sono andato in giro in bici.
Ah si, non vi ho ancora detto che quest'anno è tutto strano, la demotivazione iniziale, già svanita, ma soprattutto le modalità di spostamento: sono in auto, ed ho con me la bici. Un po' come una barca a vela ed il suo tender, solo che in versione da strada.
E così in sella alla mia bicicletta ho fatto un bel giro fino ai bellissimi palazzi moderni del Parlamento Europeo, del Consiglio Europeo, e della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, dalla parte opposta della città, ma sempre sui canali, e poi grazie a eccezionali piste ciclabili ho raggiunto ed attraversato il Reno nel Jardin de deux rives. Li per li non me ne ero nemmeno accorto, ma al di la del fiume è Germania.
Io sto troppo bene quando sono a zonzo in questo modo, li chiamano les randonneurs qua, gli escursionisti, i viandanti, i vagabondi insomma... e Dio solo sa quanto mi piace sentirmi cittadino del Mondo.





venerdì 9 agosto 2013

Un senso

Cari amici,
lo scorso anno a quest'ora ero già stato a Capo Nord e stavo gironzolando per le Isole Lofoten, quest'anno invece, forse un po' demotivato, eccomi qua ancora a casa.
Ho trascorso qualche giorno in montagna a camminare, è vero, poi ho fatto un giretto in moto col mio amico Ettore, nel quale non siamo stati molto fortunati a dire il vero, causa pioggia, ma ora è venuto il momento di cercare di dare un senso a questo mese di agosto, perchè un terzo se n'è già andato ed il tempo di ricominciare a lavorare fa in fretta a tornare!

Riordinare le idee mi è molto difficile, ma l'esperienza dello scorso anno mi ha insegnato che se voglio partire posso farlo in qualsiasi momento. E così farò.

Destinazione? Non so, davvero, giuro, non ne ho la più pallida idea. Vedremo dove mi porterà la strada.
Stay tuned...


lunedì 5 agosto 2013

Oronaye e Roburent

Che mi piaccia gironzolare per le Alpi è assodato, faccio una testa così a chi mi legge ogni volta, ma c'è modo e modo di farlo, e abbandonare ogni mezzo ed affidarsi solo alle proprie gambe permette di raggiungere luoghi incontaminati con una soddisfazione personale che in nessun altro modo si può avere.
Ci sono valli, passi, scrorci alpini bellissimi nei quali la limitata presenza dell'uomo fa si che la natura sia lasciata al suo decorso, regolata da quei meccanismi perfetti ed irriproducibili che ti lasciano senza fiato.

E di fiato ce n'è voluto molto ieri, al debutto con le passeggiate alpine. Al fresco che caratterizza la mattinata in montagna son partito da Barcelonnette ed ho percorso quasi tutta la Vallée de l'Ubaye, fino a poco prima del Col de Larche, al confine con l'Italia. Ho indossato gli scarponcini, zaino in spalla e via. Il sentiero, sarà anche per la mancanza di allenamento, ma a tratti è davvero ripido, costeggia il torrente Oronaye e in un'ora e mezza circa raggiungo il primo lago (Lac d'Oronaye).


Proseguo costeggiandolo alla sua sinistra, e subito dopo il sentiero sale ancora, fino al Colle di Roburent, a 2495 mslm, che in questo punto segna il confine di Stato. Ci si immagina che in questi posti fuori dal mondo la linea di demarcazione, sebbene molto importante, sia solamente una convenzione, ed invece dei cippi in pietra, cose veramente di altri tempi e sopravvissute a mille intemperie, segnano la fine di una Nazione e l'inizio dell'altra.


Rimpatrio quindi, anche se solo per qualche centinaio di metri, attraversando questa insolita frontiera e ben presto mi ritrovo davanti lo stupendo Lago superiore di Roburent. La sua forma particolare unita all'alta quota e al bellissimo panorama sulle Alpi cuneesi che gli fa da cornice mi lascia senza parole. E l'esserci arrivato grazie alle mie forze mi appaga ancora di più.


Sto trascurando la mia motoretta. Oggi rientro. Ma siccome sono in vacanza, domani in sella: è ora di alzare polvere sulle carrabili militari...

giovedì 1 agosto 2013

Robbie Williams

Quello di ieri sera è stato il tipico concerto da vedere, a prescindere dai gusti musicali. Non mi fa impazzire, non ho mai acquistato un suo disco e probabilmente non lo farò da oggi, ma Robbie Williams dal vivo fa sicuramente la differenza.
Precursore delle boy band con i mitici Take That e da anni solista, questo ragazzo classe 1974 sa sicuramente cosa vuol dire essere uno showman e ieri sera allo Stadio Meazza di Milano per l'unica data italiana del suo Take The Crown Stadium Tour ha dato vita ad una performance straordinaria. Arrivato sulla scena appeso ad una carrucola dal vertice dell'altissimo stage, Robbie, perfettamente conscio della sua fisicità, ha intrattenuto per due ore i sessantamila di San Siro con le sue canzoni e le sue pose da mandare in delirio il pubblico femminile tanto da ritrovarsi sul palco numerose magliette e reggiseni.
Un grande spettacolo chiuso sulle note di Angel, cantata da tutti all'unisono sotto le luci dei fuochi d'artificio sparati nel cielo buio oltre la copertura, che a giudicare dai numerosi commenti di stamattina sarà ricordato da molti come uno degli eventi più belli di questa estate 2013.

Stavolta è davvero l'ultimo.
Con la musica dal vivo si riprenderà a settembre.