mercoledì 29 gennaio 2014

Michael Bublé

La stagione musicale è ripresa lunedì sera al Mediolanum Forum di Assago dove insieme ai miei amici ho assistito alla prima delle due date milanesi di Michael Bublé.
Questa volta però non scriverò le mie impressioni, non credo di essere preparato a dare un giudizio sul suo genere musicale ricco di sonorità swing. I due eventi erano sold out, l'italo-canadese, fresco di Grammy, è sicuramente un artista di grande livello con una voce strepitosa, coadiuvato da una band di musicisti sopraffini.
Noi però siamo usciti prima della fine. Ci mancava il suono stridente delle chitarre elettriche (faccina con occhiolino)






lunedì 20 gennaio 2014

Due passi a Milano

Dopo un po' ne sento il bisogno, è come una calamita. Mettermi nelle orecchie gli auricolari con la mia musica preferita e vagare a piedi per la città, osservando la vita che scorre velocemente. E' come assistere alla proiezione di un film muto, le note delle canzoni provenienti dal mio lettore MP3 mi isolano dall'ambiente esterno, sembro uno spettatore che si gode lo spettacolo dal centro del palcoscenico.
Guardo la gente, i loro sorrisi, il loro passo svelto, i loro occhi, scruto i loro atteggiamenti di uno shopping sempre frenetico, nonostante il freddo e la pioggia. Alzo la testa verso i grattacieli, simbolo di una città moderna con la voglia di restare al passo coi tempi, ma la loro estremità si perde nel cielo nuvoloso, criptico.
Milano è così, o non la sopporti o ne sei pazzamente innamorato, e quella modernità nostrana che talvolta può far sorridere a me conquista. E' il motore della nostra Italia, con poca benzina ed un po' scoppiettante, ma tiene duro e non molla.
La adoro.

Fotografia di Ilaria Bertini

domenica 5 gennaio 2014

Il rientro

Con due voli da tre ore ciascuno son velocemente tornato alla base ripercorrendo tutta la strada che via mare e poi via terra ho percorso in nave ed in moto in dodici giorni.
Guardando fuori dal finestrino scorgevo sotto di me il deserto, e poco distante dalla costa atlantica una piccola righina nera: la strada percorsa nei giorni scorsi.
Volge così al termine questo mio viaggio, fatto di avventura e qualche difficoltà, ma portato a termine con soddisfazione. Ringrazio tutti i miei compagni di viaggio, un gruppo davvero eccezionale col quale ho condiviso questa bellissima esperienza e con i quali mi sono divertito tantissimo.
Devo cacciare dalla mia mente il pensiero della mia motocicletta legata dentro un container al porto di Dakar perché altrimenti mi viene male.
Ora non resta che tornare alla normalità, ancora grazie di cuore, ma veramente tanto, a tutti coloro che mi hanno seguito leggendomi, in questo periodo di festività questo mio piccolo blog ha fatto il record di visualizzazioni. Mi fate sempre commuovere!


P.S.: le vacanze sono belle perché finiscono, si sa, altrimenti non sarebbero tali, e non si potrebbe pensare alla prossima avventura. Certo tornare a casa dispiace sempre un po' ma credo sia bello guardare sempre il lato positivo delle cose, e quando l'Italia ti accoglie così credo che difficilmente si possa pretendere un bentornato migliore, non credete?


sabato 4 gennaio 2014

Si viaggia separati

Oggi abbiamo trascorso gran parte della giornata al porto di Dakar. Caricati i mezzi dentro un container da 40 piedi, il contenitore è stato poi sigillato dall'ispettore della dogana. E' pronto per l'imbarco, verrà caricato su una nave mercantile e recupererò tra qualche tempo la mia moto, bisognosa di cure, al porto di Genova, dove questa avventura iniziò.

Che dire... è stata un'esperienza grandiosa. Un bel viaggio, fatto di tanta moto, di tratti in fuoristrada, di divertimento e di contatto con realtà decisamente diverse dalla nostra, e quando si parla di Africa non possono che rimanerti dentro bei ricordi e, probabilmente, qualche prospettiva cambierà automaticamente...

Domani si rientra in aeroplano.
Au revoir Afrique.


Gorée

Dopo undici giorni e quattromila chilometri di moto ci voleva una giornata di relax totale in abiti comodi.
Quindi stamattina, dopo aver dormito un po' di più del solito, senza puntare nessuna sveglia, mi son fatto una bella colazione in riva al mare, all'ombra delle palme, l'aria è fresca di buonora ed è stato molto piacevole fare quattro passi sulla spiaggia in compagnia di una gru coronata che si aggirava con circospezione tra la vegetazione.

Sul tardi, io ed una parte del gruppo, facciamo visita all'isola di Gorée.
Distante una ventina di minuti di battello è un luogo patrimonio dell'UNESCO, da li partivano le navi che in antichità, ma nemmeno così remota, portavano gli schiavi in america.
Oggi è invece una bellissima località sul mare. Ci divertiamo a chiacchierare con questa gente meravigliosa, che oltre a contrattare all'infinito per venderti i loro prodotti di artigianato è capace di trasmetterti solo cose belle, una positività ed un modo di prendere la vita eccezionale, senza avere niente, vivendo nella semplicità, a volte imbarazzante per noi europei che abbiamo tutto il superfluo... è bello, ci siamo divertiti da matti, ma poi tra me e me, per carattere, rimango a riflettere, son fatto così, e più di una volta, soprattutto quando penso a certe espressioni a certi frangenti, non nascondo che mi è venuto il magone.
Che sia mal d'Africa?




venerdì 3 gennaio 2014

Senegal: St. Louis e l'arrivo a Dakar

L’altro ieri abbiamo percorso gli ultimi chilometri di Mauritania in fuoristrada, la pista sterrata nel parco nazionale di Diawling passa lungo il fiume Senegal e regala panorami bellissimi, aumenta la vegetazione e compaiono animali quali facoceri e pellicani.
La dogana di Daima è un valico secondario, è il primo giorno dell’anno e non c’è nessuno, le pratiche doganali vengono sbrigate in tempi relativamente brevi, solo poco più di tre ore, che passano in fretta anche perché l'attesa viene animata da Balla, un singolare venditore di souvenir senegalesi e da una decina di bambini bellissimi che chiedono “cadeau”.
Arriviamo in serata a St. Louis, la vecchia capitale del Senegal, l’ingresso in città lo facciamo attraverso un mercato pieno di gente, andiamo a passo d’uomo tra il traffico e subito notiamo la differenza rispetto alle due città mauritane appena visitate, da poco più di discariche a cielo aperto passando in Senegal si nota ordine, razionalità, abbondanza in merci, acqua, cibo e prodotti locali.



Visitiamo la città nella prima mattinata di ieri e più tardi partiamo alla volta della nostra meta, ormai molto vicina. I primi 180 km sono di asfalto, pranziamo in un posticino carino ad una stazione di servizio. Dopo pranzo il sole è cocente, si sfiorano i 38 gradi. Imbocchiamo la pista sterrata, l’ultima del viaggio, c’è più sabbia del previsto il che necessita una velocità minima superiore per fare galleggiare la moto, ma con l’ammortizzatore posteriore scoppiato non è cosa semplice, prendo due sobbalzate che mi fanno staccare i piedi dalle pedane di almeno 20 cm, fortunatamente non perdo la posizione e col minimo di gas necessario ne vengo fuori e raggiungo il Lago Rosa di Dakar.

Anche questa avventura, nonostante qualche piccola difficoltà imprevista, me la porto a casa completata per intero, e mi resterà nel cuore per sempre.




mercoledì 1 gennaio 2014

Buon Anno da Nouakchott

Giornata decisamente impegnativa oggi: più di 500 chilometri nel deserto mauritano, con vento se sabbia di traverso per gran parte del percorso. Un luogo desolato, villaggi primordiali, carcasse di auto e di animali qua e la fuori dalla strada. Uno spettacolo decisamente fuori dal comune.
Approdiamo a Nouakchott, la capitale, nella quale vagano capre, dromedari, c'è sabbia ovunque, un inquinamento pazzesco ed un traffico infernale.

E' l'ultimo dell'anno, usciamo a cena nel più bel ristorante della città dove mangiamo all'inverosimile, buonissimo, tutto a base di pesce, per pochi soldi. Il brindisi lo facciamo clandestinamente con panettone e spumante nel parcheggio dell'albergo (non servono alcolici nei paesi islamici).

Son cotto.
Buon Anno a tutti.