lunedì 15 settembre 2014

Kappino in quota

Era ora.
Dopo un'intera estate di rinunce per maltempo finalmente quello che probabilmente è stato l'ultimo fine settimana libero completamente da impegni e dal lavoro l'ho passato in quota.
Preso coraggio nonostante la titubanza di spararmi gli oltre 200 km di trasferimento con la motoretta son partito sabato alla volta della mia amata Valleé de l'Ubaye, in Francia.
Dopo un piccolo inconveniente al pedale del freno che mi ha costretto alla disperata ricerca di un meccanico aperto per effettuare un veloce pit stop ad Asti, il weekend è filato liscio come l'olio.
Ho portato la piccola a conoscere le Alpi, e soprattutto le strade sterrate per la quale è fatta. Ho fatto visita al Fort de Roche de la Croix ed alla Batterie de Cuguret, fortificazioni che non avevo ancora avuto il piacere di esplorare e poi sono uscito dalla valle dal tunnel du Parpaillon a 2643 metri, sempre mitico da raggiungere.
Ieri poi un bel revival sulle fortificazioni militari di altura della conca di Bardonecchia, Forte Föens, Forte Jafferau, la mitica Galleria dei Saraceni, in teoria vietata per le condizioni un po' malconce del suo interno ma... fatta, e poi Forte Pramand, colle delle Finestre e Strada dell'Assietta. Oltre 150 km di sterrato, sulle montagne di settembre, deserte.
What else?



mercoledì 10 settembre 2014

Modelle

Finite le vacanze e ripreso a spron battuto da più di una settimana si rientra pian piano alla normalità, rassegnandoci alla fine di un'estate mai arrivata.
Al lavoro affianco, come sempre quando mi rimane un po' di tempo, la mia passione per la fotografia e dare una mano ad un caro amico documentando le sue sfilate è sempre un piacere.
Se dal punto di vista puramente artistico è un genere fotografico che mi dice poco, sapete che preferisco di granlunga la fotografia di viaggio, i momenti trascorsi in compagnia delle modelle assistendo ai preparativi mi divertono e mi consentono di fare un pochino di esperienza sulla fotografia di ritratto, genere a me un po' ostico, se non altro per questioni di coscienza e caratteriali.

Chi mi conosce sa che amo la gente e le emozioni che ne derivano dal rapportarsi con le persone, e sebbene nella fattispecie si parli di modelle, che ad una prima analisi possono sembrare l'emblema del superfluo e della superficialità, avendo l'occasione di scambiarci due parole può sorprendere la loro genuinità.
Alcune ti parlano delle loro esperienze, di altre ne hai sentito parlare, di altre ancora ne deduci il carattere da uno sguardo o un sorriso, sono tutte molto giovani ma se messe a loro agio hanno già parecchio da raccontare, talvolta anche troppo loro malgrado, perché il destino non guarda in faccia a nessuno. Sono donne, ed è giusto che coltivino il loro pizzico di vanità come vogliono, anche sfilando davanti a decine di persone, ma se tenti, con discrezione, di capirci un po' di più, ti rendi conto che c'è anche molto altro, qualcosa di cui, forse, andare fieri.

Grazie mille a Giovanni e a tutte le sue splendide fanciulle.